Mercoledì, Aprile 28, 2010
In tempi di menzogna universale, dire la verità diventa un atto  rivoluzionario.
“Spacciare deliberate menzogne e credervi con purità di cuore, dimenticare ogni avvenimento che è divenuto sconveniente, e quindi, allorché ridiventa necessario, trarlo dall’oblio per tutto quel tempo che abbisogna, negare l’esistenza della realtà obiettiva e nello stesso tempo trar vantaggio dalla realtà che viene negata… Tutto ciò è indispensabile, in modo assoluto.”
“Raccontare deliberatamente menzogne e nello stesso tempo crederci davvero, dimenticare ogni atto che nel frattempo sia divenuto sconveniente e poi, una volta che ciò si renda di nuovo necessario, richiamarlo in vita dall’oblio per tutto il tempo che serva, negare l’esistenza di una realtà oggettiva e al tempo stesso prendere atto di quella stessa realtà che si nega, tutto ciò è assolutamente indispensabile.” (Teoria e prassi del collettivismo oligarchico di Emmanuel Goldstein - da 1984 di George Orwell)
Jacopo Paoletti

In tempi di menzogna universale, dire la verità diventa un atto rivoluzionario.

“Spacciare deliberate menzogne e credervi con purità di cuore, dimenticare ogni avvenimento che è divenuto sconveniente, e quindi, allorché ridiventa necessario, trarlo dall’oblio per tutto quel tempo che abbisogna, negare l’esistenza della realtà obiettiva e nello stesso tempo trar vantaggio dalla realtà che viene negata… Tutto ciò è indispensabile, in modo assoluto.”

“Raccontare deliberatamente menzogne e nello stesso tempo crederci davvero, dimenticare ogni atto che nel frattempo sia divenuto sconveniente e poi, una volta che ciò si renda di nuovo necessario, richiamarlo in vita dall’oblio per tutto il tempo che serva, negare l’esistenza di una realtà oggettiva e al tempo stesso prendere atto di quella stessa realtà che si nega, tutto ciò è assolutamente indispensabile.” (Teoria e prassi del collettivismo oligarchico di Emmanuel Goldstein - da 1984 di George Orwell)

Jacopo Paoletti

Lunedì, Marzo 22, 2010

Una carta del mondo che non contiene il Paese dell’Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo, perché non contempla il solo Paese al quale l’Umanità approda di continuo. E quando vi getta l’àncora, la vedetta scorge un Paese migliore e l’Umanità di nuovo fa vela. (Oscar Wilde)

Filippo Piccini

Venerdì, Marzo 5, 2010
Convinzioni e Realtà
Il Mito della Caverna è sicuramente una delle più affascinanti allegorie nelle quali Platone vuol dare un significato alla Verità. Egli immagina degli uomini che fin da bambini sono incatenati all’interno di una caverna, rivolti verso una parete e con un fuoco posto all’entrata della stessa, che proietta delle ombre come unica immagine del mondo esterno. Uno di questi uomini riesce a liberarsi e ad uscire, scoprendo che in realtà ciò che aveva visto e creduto fin da quando era nato non era che un’illusione del mondo, composto dal Sole, dalla natura e da molti altri elementi a lui prima sconosciuti. Dopo essere rimasto per un momento abbagliato da tanta luce, materiale e cognitiva, rientra dai suoi compagni per renderli liberi con il dono della Verità. Questi altri però, non credendogli e preferendo rimanere nelle loro certezze fin lì sempre avute, lo deridono e lo respingono attentando fin quasi alla sua vita.
“Strappa ad un uomo le illusioni per cui vive e con lo stesso colpo gli strapperai anche la felicità” -Henrik Ibsen-
foto: Escher
Filippo Piccini

Convinzioni e Realtà

Il Mito della Caverna è sicuramente una delle più affascinanti allegorie nelle quali Platone vuol dare un significato alla Verità. Egli immagina degli uomini che fin da bambini sono incatenati all’interno di una caverna, rivolti verso una parete e con un fuoco posto all’entrata della stessa, che proietta delle ombre come unica immagine del mondo esterno. Uno di questi uomini riesce a liberarsi e ad uscire, scoprendo che in realtà ciò che aveva visto e creduto fin da quando era nato non era che un’illusione del mondo, composto dal Sole, dalla natura e da molti altri elementi a lui prima sconosciuti. Dopo essere rimasto per un momento abbagliato da tanta luce, materiale e cognitiva, rientra dai suoi compagni per renderli liberi con il dono della Verità. Questi altri però, non credendogli e preferendo rimanere nelle loro certezze fin lì sempre avute, lo deridono e lo respingono attentando fin quasi alla sua vita.

“Strappa ad un uomo le illusioni per cui vive e con lo stesso colpo gli strapperai anche la felicità” -Henrik Ibsen-

foto: Escher

Filippo Piccini